Sviluppo siti web a Bologna: le sette domande da fare prima di firmare
Le sette domande tecniche che separano uno sviluppatore serio da uno che ti farà tornare in un anno: contratto, codice, performance, SEO, manutenzione.
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Approfondimento
Sviluppo siti web a Bologna: le sette domande da fare prima di firmare
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- Introduzione – Un preventivo per un sito ti dice quanto, raramente cosa. La parte del cosa è quella che decide se a un anno avrai un…
- 1. Di chi è il codice e di chi sono gli account? – Sembra banale, è la domanda che da sola filtra metà del mercato. Dominio, hosting, account Google Analytics, Search…
- 2. Su che CMS, e perché proprio quello? – WordPress va bene per il 90% dei siti aziendali italiani, e chi te lo presenta come scelta scontata sta facendo il suo…
- 3. Performance: che target di Core Web Vitals avremo? – Questa è la domanda che separa lo sviluppatore serio dal venditore di fumo. La risposta giusta è un numero, scritto nel…
- 4. Cosa è compreso e cosa no, riga per riga – Il preventivo dice “sito vetrina 10 pagine, 4.500 euro”. Tu pensi sia tutto. Non è tutto. Devi chiedere esplicitamente…
- 5. Manutenzione post-lancio: c’è o non c’è? – Un sito WordPress senza manutenzione mensile è una bomba a tempo. Aggiornamenti core e plugin, backup automatici…
- 6. Quanto dura, e cosa succede se sfora? – Cronoprogramma con milestone, non “te lo facciamo in un paio di mesi”. Le milestone serie sono: wireframe approvati…
Introduzione
Un preventivo per un sito ti dice quanto, raramente cosa. La parte del cosa è quella che decide se a un anno avrai un sito che funziona o un sito che chiede aiuto. Sette domande, fatte prima di firmare, separano nove preventivi su dieci.
A Bologna di sviluppatori web ce ne sono come gli alberi sui viali, e il problema non è trovarli: è capire chi davvero saprà cosa sta facendo fra dodici mesi, quando il sito dovrà ancora reggere, posizionarsi, aggiornarsi, convertire. Il preventivo medio elenca pagine, plugin,”design accattivante”e una cifra. Tutto il resto, cioè il novanta percento di ciò che farà la differenza, sta nelle clausole non scritte. Le sette domande qui sotto le tirano fuori prima di mettere la firma, quando contano ancora qualcosa.
1. Di chi è il codice e di chi sono gli account?
Sembra banale, è la domanda che da sola filtra metà del mercato. Dominio, hosting, account Google Analytics, Search Console, Tag Manager, Business Profile: devono essere intestati a te, non al fornitore. Il repository del codice deve essere accessibile, idealmente su un Git che puoi consultare. Senza queste cose, il giorno in cui vuoi cambiare fornitore scopri di non avere il sito: hai una licenza d’uso su un sito che è di qualcun altro.
La trappola del lock-in è il classico vestito che sembra comodo finché non devi togliertelo. Sviluppatori che ti registrano il dominio”per comodità”, agenzie che tengono l’hosting interno”così facciamo prima”, piattaforme proprietarie che non esportano niente. Quando arriva il momento di cambiare, paghi un riscatto in tempo, soldi e nervi. Si evita scrivendolo nero su bianco prima.
2. Su che CMS, e perché proprio quello?
WordPress va bene per il 90% dei siti aziendali italiani, e chi te lo presenta come scelta scontata sta facendo il suo mestiere. La domanda interessante è: perché non un altro? Risposte serie sono”perché tu lo userai per pubblicare, perché ha l’ecosistema di plugin che ti serve, perché qui a Bologna trovi dieci tecnici che lo conoscono se domani sparisco io”. Risposte da fuga:”perché lo uso solo io”o”perché ho il mio framework custom”.
I siti headless, le architetture Next.js con WordPress in fondo, le soluzioni custom hanno senso in casi specifici: progetti grossi, e-commerce complessi, performance estreme, integrazioni con sistemi enterprise. Per la PMI con vetrina e blog sono spesso vanity tech: belle sul preventivo, costose da mantenere, impossibili da prendere in mano per altri.
3. Performance: che target di Core Web Vitals avremo?
Questa è la domanda che separa lo sviluppatore serio dal venditore di fumo. La risposta giusta è un numero, scritto nel contratto:”LCP sotto 2.5 secondi sul mobile, INP sotto 200ms, CLS sotto 0.1, misurati con PageSpeed Insights sul real-world data”. La risposta sbagliata è”faremo del nostro meglio per ottimizzare”. Faremo del nostro meglio non è una performance, è una promessa di matrimonio non mantenuta.
Se non te lo mettono nel contratto, succederà che il sito uscirà con performance accettabili in sviluppo e disastrose in produzione, con immagini non ottimizzate, plugin di tracking che ammazzano l’INP, font caricati male. Quanto la velocità di un sito pesa sulle conversioni reali lo sai già: due secondi in più sono una percentuale di clienti in meno, ogni mese, per sempre.
4. Cosa è compreso e cosa no, riga per riga
Il preventivo dice”sito vetrina 10 pagine, 4.500 euro”. Tu pensi sia tutto. Non è tutto. Devi chiedere esplicitamente: chi scrive i testi? Chi fornisce le immagini? La SEO base è inclusa (tag title, meta description, schema markup, sitemap, robots, alt text)? Il multilingua? Il modulo cookie GDPR-compliant non solo”il banner”ma anche il blocco preventivo dei tracker? Le integrazioni con CRM o mailing list? Lo schema markup per local business e organization?
Ogni voce non chiarita oggi è un cambio di preventivo domani. Le agenzie serie hanno una checklist e te la danno. Quelle che ti dicono”ma sì, vediamo strada facendo”stanno preparando il terreno per le varianti.
5. Manutenzione post-lancio: c’è o non c’è?
Un sito WordPress senza manutenzione mensile è una bomba a tempo. Aggiornamenti core e plugin, backup automatici, monitoraggio uptime, security hardening, controllo dei log: roba che va fatta tutti i mesi, non quando si rompe. Chiedi: il contratto include un canone mensile di manutenzione? Cosa contiene? Quante ore di intervento? Quanto costa quel che esce dal pacchetto?
Lo scenario tipico è che il sito viene consegnato e poi lasciato lì. Sei mesi dopo un plugin va in conflitto, il sito si rompe alle ventidue di un sabato, e tu scopri che il tuo sviluppatore”in questo periodo è pieno”. La manutenzione contrattualizzata costa una cifra ragionevole al mese, e ti compra la cosa più preziosa: qualcuno che risponde.
6. Quanto dura, e cosa succede se sfora?
Cronoprogramma con milestone, non”te lo facciamo in un paio di mesi”. Le milestone serie sono: wireframe approvati, design approvato, sviluppo template completato, sviluppo pagine completato, test pre-lancio, lancio. Per ogni milestone una data e una percentuale di pagamento. Senza milestone i progetti sforano del cinquanta percento di tempo, sistematicamente.
Penali, percentuali di pagamento legate alla consegna, clausole di uscita: nei contratti seri ci sono, nei contratti amichevoli no, e i contratti amichevoli sono quelli che finiscono peggio. Non perché lo sviluppatore sia in malafede; perché senza vincoli formali il tuo progetto diventa l’ultima priorità ogni volta che ne arriva uno più urgente.
7. Mostrami tre siti tuoi che oggi convertono
Il portfolio mostra che sai fare un sito che si vede bene. Non dice che sai fare un sito che vende. La domanda da fare è specifica: dammi tre tuoi clienti, attivi da almeno un anno, di cui mi puoi raccontare i numeri (anche in forma aggregata) prima e dopo. Traffico, conversion rate, posizionamento, lead generati. Chi lavora seriamente quei numeri li ha; chi vende grafica li accampa.
E se i clienti non possono parlare per riservatezza, almeno il loro sito può: aprilo, mettiti sul mobile, prova a contattarli. Se il sito è veloce, chiaro, con CTA che funzionano, hai una proxy della qualità del lavoro. Se è un disastro, lo sviluppatore te lo sta mostrando perché in portfolio non aveva di meglio.
La domanda zero che non dovresti dover fare
L’ottava domanda, quella che chiude tutto: hai mai mantenuto un sito di un cliente per tre anni? Se la risposta è no, sai cosa stai prendendo. Lo sviluppo è il quinto del lavoro vero su un sito; il resto è quello che succede dopo, e succede solo se chi lo ha costruito è ancora lì.
Lo sviluppo siti web a Bologna serio è quello in cui chi scrive il codice è la stessa persona che ti risponde a marzo dell’anno dopo, quando un plugin di analytics rompe la pagina contatti. Se cerchi questa figura, e non ti basta un fornitore che fa”anche siti”, la cosa più rapida è chiamare il 329 128 68 25 e parlare con chi sviluppa, mantiene e posiziona da più di dieci anni. Il quadro completo del servizio sito + SEO + AI è dove queste sette domande diventano clausole concrete del preventivo.
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